(Da
Wikipedia) Le origini del liquore sono incerte. Si
sa che esistono versioni di liquore di noci in molti paesi europei,
dall'Italia, agli Urali, all'Inghilterra.
Documenti romani antichi riportano che i Picti, cioè i Britanni,
si radunassero nella notte di mezza estate e bevessero da uno stesso
calice uno scuro liquore di noce. Successive fonti riportano che
tra i francesi era in uso un liqueur de brou de noix o ratafià
di mallo. Probabilmente dalla Francia fece il suo ingresso in Italia,
diffondendosi prima nella zona del Sassello e poi nel Modenese.
Il noce mantenne sempre un alone di leggenda, legato alla presenza
di streghe e incantesimi, che si comunicò alla preparazione
del liquore. Tradizionalmente, infatti, le noci venivano raccolte
nella notte di San Giovanni dalla donna più esperta nella
preparazione che, salita sull'albero a piedi scalzi, staccava solo
le noci migliori a mano e senza intaccarne la buccia. Lasciate alla
rugiada notturna per l'intera nottata, si mettevano in infusione
il giorno dopo. La loro preparazione terminava la vigilia di Ognissanti,
cioè la notte di Halloween.
Nella raccolta la tradizione chiede di non usare attrezzi di ferro.
Il metallo, infatti, intaccherebbe le proprietà delle piante
officinali. È un fatto che i vegetali tagliati con lama di
metallo ossidano prima e appassiscono più in fretta di quelli
tagliati, ad esempio, con una lama di ceramica. L'usanza è
comunque molto antica e già i druidi la seguivano cogliendo
il vischio con un falcetto d'oro.